È ora di donare! (e perché la sofferenza animale è un’ottima scelta)

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È arrivato il momento dell’anno in cui le organizzazioni ricevono la maggior parte delle donazioni da parte di simpatizzanti e sostenitori, è il momento in cui possiamo aiutarli tutti a portare avanti i nostri obiettivi comuni.

Ho già scritto in passato a proposito dell’importanza del denaro e delle organizzazioni. Promuovere gli interessi degli animali – o di chiunque altro – può essere fatto sul territorio e come volontari, ed è già una cosa meravigliosa, ma, per fare la differenza, abbiamo anche bisogno di organizzazioni più grandi. Queste organizzazioni devono pagare i loro dipendenti, si devono affidare al lavoro di esperti, hanno bisogno di farsi pubblicità per poter diffondere il loro messaggio, ecc. Più soldi hanno, meglio è.

Molti hanno un atteggiamento scettico verso la beneficenza, credendo (e spesso usando come scusa), che i loro soldi non verrebbero usati fare del bene e che invece si fermerebbero prima di raggiungere l’obiettivo, pagando per costi di rappresentanza o inefficienze del sistema. Senza dubbio ci sono delle perdite ed esistono organizzazioni inefficienti, ma ci sono anche delle organizzazioni ottime, dove le persone si fanno in quattro per fare la differenza e dove i leader pensano in modo strategico, con l’obiettivo di generare il maggior impatto possibile.

L’Altruismo Efficace, un movimento e una filosofia giovane, ha lo scopo di identificare le migliori cause, organizzazioni e interventi a cui donare soldi o tempo, sia volontario, che pagato. All’interno del movimento di Altruismo Efficace, ci sono meta-organizzazioni (vedi sotto) che fanno ricerca per individuare le migliori opzioni per fare donazioni efficaci, in grado di cambiare delle vite.

Confrontare cause e organizzazioni non dovrebbe essere un tabù. Quando compriamo un computer, facciamo un investimento in qualcosa che ci aspettiamo funzioni. Se c’è un ambito in cui a maggior ragione dovremmo insistere che i nostri soldi abbiano un ritorno concreto, è proprio quello di ridurre la sofferenza e salvare vite.

Ecco alcuni criteri che le persone che si identificano come “altruisti efficaci” usano per scegliere le cause e le organizzazioni da supportare:

  • quando scegli una causa, guarda il numero di vittime e l’intensità della loro sofferenza. La malaria, per esempio, uccide più persone di quanto faccia un disturbo neurologico raro. E alcuni problemi sono più orribili di altri.
  • considera il bisogno di fondi e il valore aggiunto della tua donazione. Un sacco di soldi sono stati raccolti per la SLA con la campagna di grande successo Ice Bucket Challenge. Forse è ora di donare a qualcos’altro.
  • dona a organizzazioni che lavorano per o nei Paesi più poveri, dove il tuo denaro può avere un impatto maggiore dato che i costi sono inferiori.
  • cerca i consigli degli esperti che hanno già fatto ricerca per te. Organizzazioni che consigliano no-profit alle quali donare sono per esempio GiveWell, The Life you Can Save, e – per la sofferenza animale – Animal Charity Evaluators.

Dal punto di vista dell’Altruismo Efficace, gli animali di allevamento sono un’ottima causa a cui donare. Non solo c’è un numero enorme di animali allevati che soffre immensamente, ma questa causa è anche molto trascurata. Di tutto il denaro donato negli Stati Uniti, solo l’1,5% va agli animali, e di questa percentuale già minuscola, solo l’1% va agli animali allevati. In pratica, gli animali allevati ricevono lo 0,015% delle donazioni negli USA.

Donazioni negli USA (fonte: Animal Charity Evaluators)

Infine, quando doni, dillo in giro. Tante di quelle cose che mettiamo sulle nostre bacheche Facebook servono solo a farsi quattro risate, ma siamo invece timidi quando si tratta di condividere le nostre buone azioni, perché pensiamo che sia una cosa che non si fa. Il fatto è che le persone si fanno un’idea di cosa significa comportarsi bene in base a quello che fanno le persone intorno a loro: quando vedono molte persone intorno a loro che donano, sarà più probabile che donino anche loro. Al contrario, se non vedono quel comportamento in giro, penseranno che non ci sia niente di male nel non donare. Quindi, quando doni, dillo agli altri, per rendere il fatto di donare una cosa normale. Per farvi un esempio: dono annualmente il 10% del mio reddito, circa 2500€. Quest’anno, tra gli altri, ho donato a Give Directly e The Good Food Institute. L’ho appena postato su Facebook. Non è facile farlo, perché ti esponi alla critica che vuoi mettere in mostra quanto sei bravo. Ma, come spero sia chiaro, non è quello l’obiettivo.

Forse non hai soldi da donare e fai volontariato. Benissimo. E forse non hai tempo, ma hai un po’ di soldi. Benissimo anche quello, perché con i tuoi soldi puoi pagare altre persone perché investano il loro tempo a rendere il mondo un posto migliore.

Grazie per qualsiasi cosa tu faccia, e buone vacanze!

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